Limone sul Garda, estremo lembo settentrionale di terra bresciana sul Lago di Garda, conserva una magica attrattiva, con le antiche case dei pescatori, le viuzze linde e tortuose, i pilastri e i muri delle limonaie che dominano incontrastati sul litorale fino a Reamol, gli olivi fitti lungo le terrazze che si alzano verso la montagna.Il nome della cittadina deriva dal latino “Limen” ovvero confine, ma più comunemente lo si abbina al nome dell’agrume tipico locale: il limone. La costruzione delle limonaie iniziò durante il dominio della Repubblica di Venezia a partire dalla prima metà del 15° secolo d.C.: apposite serre che consentirono la produzione, favorita dal clima particolarmente mite anche d’inverno, di limoni, di cedri e di aranci, che la Serenissima esportò in tutti gli Stati Europei. Queste serre erano costruite sottraendo ampi spazi terrazzati alla montagna, perimetrando il sito con alte muraglie per difendere i preziosi agrumi dai venti di nord-ovest. I caratteristici pilastri in muratura ordinatamente allineati servivano per sostenere le travi di abete per la copertura invernale di tutta la struttura. Va considerato che Limone è il paese più settentrionale al mondo in cui si possono coltivare agrumi. Un’importante testimonianza sulle limonaie, la troviamo fra le pagine del diario del grande scrittore e poeta tedesco Johann Wolfgang Goethe che nel settembre del 1786, passando in barca, visitò Limone e restò estasiato alla vista delle grandi serre di agrumi che gli ispirarono i versi iniziali della sua famosa poesia: “Conosci il paese dove fioriscono i limoni?”. Limone sul Garda, raggiungibile esclusivamente via monti o lago, solo nel 1932 venne finalmente collegata ai paesi limitrofi allorché fu terminata la caratteristica strada Gardesana Occidentale, attraverso gallerie e dirupi, tra le numerose scogliere che caratterizzano la costa di questa parte del Lago di Garda.
- DA VEDERE
- Chiesetta di S. Pietro, luogo di culto tra i più antichi: ad essa si accenna in una Bolla del 1186 del papa Urbano III. A una sola navata, presenta all’interno affreschi di grande pregio databili ai secc. XIII-XIV;
- Chiesa di S. Rocco. Edificata durante il sec. XVI per voto di peste, è stata recentemente restaurata. Ben inserita nel contesto paesaggistico di Limone sul Garda tra la roccia, il lago e le limonaie mostra al suo interno originali decorazioni; frammenti sbiaditi di antiche pitture si notano anche sulla facciata;
- Chiesa parrocchiale, dedicata a S. Benedetto, ricostruita nel 1691 ad opera di Andrea Pernici, comasco, in luogo di un’altra, più piccola, che doveva risalire a prima del sec. XI. Numerose le opere d’arte contenute nella chiesa: all’altare maggiore si trovano la “Deposizione” di Battista d’Angolo, detto il Moro, del 1547, e, lateralmente, due grandi tele, “La Cena in casa di Simone fariseo” e “L’adorazione dei Magi”, opere di Andrea Celesti (1637-1712). Pregevole è l’altare del Crocifisso, di stile barocco, in marmo giallo veronese, con quattro colonne attorcigliate e un tabernacolo di squisita fattura. Il Cristo, di grandezza naturale, è in legno di bosso;
- Limonaia del Castèl, è uno di più antichi e caratteristici giardini d’agrumi del Garda, dove tipologia e architettura sono ben conservati. Di origine settecentesca, documentata nel catasto napoleonico del 1817, è addossata alle pareti di roccia del Monte Sughera ed è uno stupendo esempio di terrazzamento che offre la sua scenografica architettura di muri e pilastri alle metodologie di coltivazione di agrumi. Facilmente accessibile, alle spalle del lungolago e le vie Orti e Castello, è dotata di un centro didattico-museale permanente ricavato in un antico “casello” per il ricovero degli attrezzi.
- Casa natale di San Daniele Comboni, fondatore dell’Istituto dei Missionari Comboniani e delle Suore Missionarie Comboniane. Diversi gli ambienti che si possono visitare: la cappella, la sacrestia con reliquie di San Daniele, il Museo delle Curiosità, il giardino, e i luoghi in cui la comunità svolge le proprie attività, come la biblioteca, la cappella, la sala incontri. E’ inoltre possibile visitare il percorso multimediale, una proposta che, con moderne tecnologie, ricostruisce la traiettoria personale ed ecclesiale di San Daniele Comboni.